Ma torniamo al governo del paese.
vuole essere una ricerca di una nuova visione e partecipazione alla politica
27.3.13
GRILLO = OVVERO … VORREI IL GOVERNO ……. NOOOOOO ……. L’OBBIETTIVO È UN ALTRO!
Ma torniamo al governo del paese.
ABBIAMO VINTO ...... ABBIAMO PERSO .....
Un analisi della situazione
politica che non affronta però i motivi veri della nostra debacle, non
porterebbe aiuto alcuno alle nostre future strategie.F.to Dima
25.3.13
MATTEO RENZI …. OVVERO : SONO LEALE MA ….

Credo sia doveroso, da parte di chi come me, non solo ha partecipato alle primarie del 25 novembre e del 2 dicembre 2012, ma ATTIVAMENTE ha partecipato all’organizzazione del seggio nel proprio circolo, provare a dare una risposta al Sig. Matteo Renzi.
Le primarie hanno sancito una scelta di programma, se ora noi vogliamo, per effetto di una difficoltà evidente, buttare a mare quanto 3 milioni e mezzo di votanti hanno sancito, ebbene questo mi sembra un modo piuttosto pittoresco di tenere in considerazione la volontà degli elettori.
Nessuno mette in dubbio la difficoltà a creare una compagine governativa, ma i vincoli dati a questa eventuale compagine sono pochi ….MA CHIARI!!!!!
F.to
Dima
21.3.13
SE LA MAGGIORANZA NON CE L’HAI ……
Le consultazioni stanno evidenziando quanto poco il M5S si
preoccupa sia dei problemi degli Italiani, sia del volere dei cittadini che
hanno votato per il M5S.(leggi PD), non può chiedere un mandato.
5.3.13
DELLA SERIE : FACIMME AMMUINA …….(ovvero facciamo un po’ di “casino” e poi si vedrà…)

Ed ecco che da una riunione di nuovi parlamentari, così tanto
osannata dal guru di M5S e dai giornalisti italiani (per inciso, non capisco
cosa ci sia di nuovo in una riunione simile, dato che questo momento di
conoscenza tra i nuovi parlamentari avviene DA SEMPRE ad ogni cambio di
legislatura e in ogni compagine parlamentare ……. Ma ecco che i nostri
GIORNALISTI(?) lo presentano, assieme al guru di M5S come una novità assoluta
del “nuovo che avanza …. Mah!) viene fuori, quindi da questo rassemblement
una nuova proposta di Grillo ed il suo pittoresco guru.Dima
3.3.13
L’INCONGRUENZA DI UN REFERENDUM ONLINE
Che in Italia non sia mai stato possibile dire la propria con
un referendum sull’Europa, questo è un dato incontrovertibile.1.3.13
GRILLO e IL PD
Ora è chiaro, ed è chiaro dalle tue parole, caro grillo,
dette alla televisione inglese.F.to Dima
10.11.12
le società cooperative
con questo disegno si intende ricomporre un sistema agevolativo (quello delle agevolazioni fiscali) che attualmente godono le società cooperative che, per la loro dimensione ed importanza, non hanno nulla di diverso, sotto l’aspetto della formazione del reddito, dalle società di altra tipologia.
Il riferimento è chiaramente riferito a quelle società cooperative che, anche se potevano considerarsi tali al momento della loro costituzione, oggi hanno acquisito una posizione così predominante verso le società loro pari, che le pone in una condizione di privilegio fiscale ormai non più accettabile.
Infatti questa condizione di privilegio fiscale, le avvantaggia rispetto alle “normali” società del loro settore da renderle più appetibili nel potere di acquisizione del mercato.
Esistono società in queste condizioni nei settori BANCARI, ASSICURATIVI, EDILI, TRASPORTI, ed altri.
Non si vuole naturalmente far rientrare in questa modifica le cooperative che svolgono opere sociali, ONLUS, e similari, poiché queste ricoprono sicuramente un interesse comune e svolgono il loro operato nel vero spirito cooperativistico che la norma deve loro.
Tale modifica si riferisce e cerca di portare nei normali binari di concorrenza quelle società cooperative che, sebbene sulla carta, hanno i requisiti, operano in un mercato con una forza di presenza da renderle ormai lontane dallo spirito cooperativistico precedentemente accennato.
Rientrano in questa modifica tutte le cooperative, sia esse prevalenti che non prevalenti, che abbiano un fatturato annuo superiore a 20.000.000 di euro.
Le varie classificazioni e differenziazioni esistenti attualmente non vanno modificate, ma si potranno applicare, con le norme vigenti attualmente, solo a condizione che il fatturato sia inferiore a quanto detto.
La proposta è rivolta a morigerare una categoria già di per sé fiscalmente privilegiata.
Proposte:
1. Le società cooperative che hanno, nell’anno in esame, un fatturato superiore a 20.000.000 euro, non potranno godere di nessuna agevolazione prevista da qualunque norma applicabile alle società cooperative.
2. Le stesse, subiranno una trattazione fiscale, sociale, economica, societaria identica alle società di capitali, pur non variando gli obblighi previsti dallo statuto della società in esame e dagli obblighi comuni a tutte le società cooperative.
21.3.07
IL PIL E IL DEBITO………. CHE FARE ????

Il problema va visto sotto l’aspetto della “crescita possibile”.
L’Italia ha una “crescita possibile” di gran lunga inferiore ai paesi cosiddetti “emergenti” esempio la Cina (da noi si parla di incrementi del PIL che si attestano intorno al 0,5 – 1,5%) mentre la Cina Viaggia su un incremento del 9% annuo.
Noi non siamo la Cina. Non lo saremo mai……….
Non possiamo competere con un COLOSSO simile.
Le nostre potenzialità sono largamente inferiori, e le usiamo anche male.
Il valore del PIL nel 2005 era 1.422.718 milioni di euro
Il valore del PIL nel 2006 era 1.475.043 milioni di euro
Quindi il PIL si è incrementato di 52.325 milioni di euro pari al 3,55%
invece
Il debito nel 2005 era 1.510.926 milioni di euro
Il debito nel 2006 era 1.575.346 milioni di euro
Quindi il debito si è incrementato di 64.420 milioni di euro pari al 4,09%.
Un PIL che viene eroso completamente dal debito in misura superiore alla sua capacità non potrà mai decollare.
Quindi quello che rimane, è agire sul debito
Il problema è che i governi finora insediati (tutti), hanno tutti trovato uno stato dell’arte, ed hanno reputato logico e conveniente non modificare…………….. (Per la famosa teoria del paniere di voti)
Per cui (TUTTI), facendone arricchire pochi (ma di tanto), per ripianare la bilancia, hanno affamato tanti (e non di poco).
Solo un governo che mette SERIAMENTE le mani nella spesa pubblica, può risolvere il problema………… ma voi ne conoscete ????
Il debito può calare soltanto agendo sulla spesa pubblica e riversando quindi sulle imprese, quei costi estemporanei ma costosi che le imprese girano, per convenienza, allo stato.
Esempio :
la cassa integrazione
la mobilità
il prepensionamento
la disoccupazione
Certo caricando le imprese di questi cosi, bisognerà concedere qualcos’altro (uno sconto fiscale sull’incremento delle esportazioni – sull’incremento d’acquisti non da importazioni – all’incremento dell’occupazione - o il diavolo sa cosa) ma qualcosa che tenda a mantenere i costi dove si creano ed i ricavi anche.
Altro punto è la completa eliminazione delle Assistenze clientelari (pensioni e indennità a chi non spettano).
La revisione totale degli emolumenti dei dirigenti pubblici, domenica sera (18-03-2006) (a W l’Italia) il senatore Salvi diceva a denti stretti che buona parte dei dirigenti pubblici, nel privato sarebbero a malapena normali impiegati.
L’imposizione di canoni per l’usufrutto di beni dello stato, a valori equi (non le miserie che pagano i vari concessionari di spiagge al demanio………… ad esempio).
La lotta all’evasione fiscale e contributiva.
Gli sprechi nei vari servizi (sanità – enti locali – etc. etc.) sarebbero, se messi a posto, sufficienti a migliorare i servizi stessi con un congruo risparmio.
Perché la strada non è quella dei tagli alle spese, ma quella della lotta agli sprechi nelle spese.
Tutto questo porterebbe:
· un debito che pesa meno sul PIL,
· lo stato ad allentare la pressione fiscale e, di conseguenza, ad un automatico arricchimento del consumatore, il quale è, a quel punto, più invogliato a consumare (con benefica ripercussione sul PIL e sulle casse dello stato).
Perché c’è una verità incontrovertibile …… Se il consumatore non ha possibilità di consumare, il prodotto non lo consumerà nessuno.
Sembra un gatto che si morde la coda……………………. Ed è proprio così.
Ma qualcuno, da qualche parte dovrà pur cominciare…………………… l’immobilità non cambierà nulla.
8.2.07
SCUSATE MA ………………..E’ ANTIAMERICANO ????

Sembra quasi un processo inutile……….. l’accusato, tecnicamente, è contumace……..
Praticamente non ci viene concesso di processarlo, non invocando la corte penale internazionale dell’AJA (a cui per inciso gli U.S.A. non hanno aderito), ma , secondo gli USA, è stata sufficiente l’inchiesta congiunta condotta nel 2005; inchiesta che però trovo la parte italiana del comitato ad essere dissenziente con gli USA, ma non si andò più in la di questo………..
La difesa degli USA si poggia sul fatto che pretende lei essere nel diritto, riconosciuto a livello internazionale, di non permettere che un suo soldato possa essere giudicato da un tribunale straniero, in tempo di guerra.
Ma allora l’Italia era in guerra ?????
Ma allora quello che diceva il governo precedente, che la nostra era una missione di PACE è evidentemente FALSO !!!!!!!!!
Ma l’Italia era in guerra in iraq contro l’iraq o contro gli USA ???
Ma, che guerra c’era allora il 3 febbraio 1998 in Trentino,m quando un aereo USA tranciò i cavi di una funivia UCCIDENDO 20 PERSONE ???
Ed anche allora non ci fu concesso di processare i colpevoli, (per onore di giustizia, allora c’era D’Alema al governo……………..)
Scusate ma :
- ricordare questa sudditanza con gli USA……….. è antiamericano ????
- dire agli USA “il nostro rapporto va rivisto, anche in occasione dei tuoi precedenti comportamenti………… è antiamericano ????
- pensare che quando tentenno, devo subire (pilotate) le ingerenze esterne anche sotto forma di lettere di ambasciatori ……………..è antiamericano ????
- pensare che, mentre a noi ci “accontentano” con la favola della missione di pace, mentre loro fanno affari sul petrolio e per il petrolio………. È antiamericano ????
Per completezza d’informazione, il soldato americano che ha ucciso Nicola Calidari sarebbe stato promosso sergente………………
2.1.07
Grazie Presidente Napolitano........ MA........

Nel ringraziarLa per le Sue parole, mi permetto di estrapolare un parte del Suo discorso di fine d’anno, per esternarle una mia preoccupazione, riguardo il “disamore” degli Italiani verso la politica.
“Se la politica diventa un continuo gridare, un gareggiare a chi alza di più i toni, uno scontrarsi su tutto, su ogni questione, in ogni momento, ne soffrono le istituzioni, a cominciare dal Parlamento, e ne soffre il rapporto con i cittadini. Quando nel frastuono generale non si possono nemmeno più cogliere bene le diverse posizioni e proposte, allora molti finiscono per allontanarsi non da questo o quel partito, ma dalla politica.
E invece, attenzione. A chi mi ascolta, e a tutti gli italiani, vorrei dire : non allontanatevi dalla politica. Partecipatevi in tutti i modi possibili, portatevi forze e idee più giovani. “
- Una classe politica che ha dimenticato i cittadini.
- Chi vede in noi solo i “votanti per un minuto” ed alle condizioni IMPOSTE.
- Chi ha ormai spettacolarizzato la politica fino all’estremo.
- Chi preferisce il GOSSIP alla realtà del paese.
- Chi vuole entrare nel MILLIONAIRE di Briatore con una cintura di bombe, e chi, passando molte serate in quel locale, è preoccupato per la sua incolumità.
- Chi riesce a litigare per una toilette alla camera, dimentico del fatto che molti Italiani hanno problemi ben più gravi di una toilette.
- Chi ha creato del politico “UNA CASTA” impenetrabile dove i favori e i benefici si sprecano solo per loro stessi e per i più vicini accoliti.
- Chi pensa che, una volta al potere, deve impegnarsi per distruggere tutto quanto fatto dai precedenti oppositori, senza guardare se ciò che distrugge ha un minimo di valore per i cittadini (e questo lo vediamo da almeno 12 anni).
- Chi vota solo a favore (se è al potere) o vota contro (se è all’opposizione) soltanto per fede di parte, senza voler accettare la possibilità che se una cosa è giusta, non conta chi la propone (destra o sinistra che sia).
- Chi vota compatto (tranne poche eccezioni) soltanto quando si tratta di aumentare i benefici peri parlamentari.
- Chi riesce a far diventare problemi politici anche la coscienza umana, e su questa gioca per dividere politicamente.
- Chi ci ha tolto la possibilità di scegliere le persone, e poi candida pregiudicati e condannati in via definitiva.
- Chi non vuole cacciare dal parlamento chi ha subito condanne.
- Chi, sbeffeggiando le norme parlamentari, mantiene due cariche elettive dello Stato.
- Chi crea e rimarca divisioni tra i lavoratori pubblici e privati, con una politica di sfacciata sperequazione.
ma Lei non vede quando disprezzo ha la classe politica verso i cittadini comuni ?
Chi si è fatto leggi AD HOC, chi fissa per alcuni funzionari pubblici privilegi economici 3 VOLTE SUPERIORI al Suo Stipendio.
La prego Signor Presidente, invece di chiedere ai cittadini più amore per la politica, chieda ai politicanti un po’ più di attenzione verso i cittadini, ma non tutta l’attenzione possibile, ne basterebbe solo il 10% di quella che il cittadino chiede, per avere un’attenzione già sufficiente, che oggi non c’è.
Signor Presidente, le esprimo un sogno………. Vorrei che quanto scrivo, venisse ripreso da qualche giornale (quei media così ben tenuti dalla politica e così ben “asserviti” alla politica) e pubblicato, chiedendo e chiedendosi………
Chiedendo ai politici “ma a voi risulta tutto ciò” ?????
Chiedendosi “ma noi giornali davvero siamo così “SERVI” ????
La ringrazio per l’attenzione che vorrà dedicare a questo mio sfogo, e gentilmente La saluto.
21.12.06
ESISTE UN SISTEMA ANTI EVASORE ????

ESISTE UN SISTEMA ANTI EVASORE ????
Tutti ci affanniamo a parlare di evasione, dando ognuno la nostra versione dei fatti.
Una delle versioni più cavalcate è “MENO TASSE PER TUTTI = MENO EVASIONE”
Questa visione cozza però con alcuni principi ed alcune statistiche.
- Alcuni paesi con noi confinanti, hanno una pressione fiscale quasi identica alla nostra, eppure non presentano i livelli di evasione fiscale Italiano. (Questa per me è già sufficiente per affermare che non è vero che se abbassi le imposte, tutti le pagano, negli altri paesi , sono alte e le pagano lo stesso.)
- Nei momenti di minore pressione fiscale, l’evasione era sempre percentualmente uguale.
- Nel quinquennio Berlusconi la pressione fiscale è diminuita, ma è aumentato il sommerso.
Quindi non è un problema di pressione fiscale ma è una questione di cultura.
Anche se abbasso le imposte, l’evasore non aumenta il suo apporto.
Ergo bisogna trovare un’altra strada.
Lo Stato per il suo sostentamento, ha principalmente 2 strade :
· Le imposte dirette
· le imposte indirette.
Le imposte dirette hanno 3 possibilità di ingressi:
1. il reddito imponibile delle imprese
2. il reddito imponibile degli utenti finali (leggi cittadini)
3. il reddito imponibile di ambedue.
Il reddito imponibile delle imprese, nasce dalla differenza tra quanto si acquista e quanto si vende; è cioè il valore di vendita detratte tutte le spese dell’impresa.
Il reddito imponibile dei utenti finali (leggi cittadini comuni) è “normalmente” lo stipendio; è cioè il reddito lordo, detratte alcune minime spese e carichi familiari.
Si tenga conto che normalmente, quanto si deduce dall’imposta lorda è circa il 25%.
Ora se consideriamo una quota di “evasione” nella categoria delle imprese, sembra quasi naturale dire “facciamo dedurre agli utenti finali tutte le spese e così portiamo a galla l’evasione”.
Se così si facesse, dato che il risparmio medio per gli utenti finali, (e a volte non più vero) è di circa 1/12 di reddito l’anno, vuole dire che tutto il resto del reddito l’utente finale lo spende; se deducesse tutte queste spese, avremmo SI un vantaggio per gli utenti finali che si vedrebbero aumentare la loro incidenza media di detrazioni da 25% a 95%, ma per lo Stato vorrebbe dire “perdere” quasi la totalità delle imposte derivanti dal punto 2.
Per poter perdere le imposte derivanti dal punto 2, dovrebbe aumentare le imposte derivanti dal punto 1 e le imposte indirette.
Con quale risultato ?
1. Scompare SI l’evasione fiscale
2. perde un ingresso di denaro proveniente dagli utenti finali
3. frena lo sviluppo delle aziende perché più tassate.
4. utilizzare la tipologia d’imposta più iniqua (quella indiretta) che colpisce a prescindere dal reddito.
Il guadagno per lo Stato rimane solo sull’IVA, che oggi, in effetti, paga l’utente finale (è l’unico che non può dedurre gli acquisti).
Per ovviare a ad una perdita così elevata, lo Stato dovrebbe “SELETTIVAMENTE” concedere, la detrazione delle spese, solo quelle provenienti da tipologie ove il rischio di evasione è più alto.
Il perché non farlo su tutte le spese, è anche confortato dal fatto che alcune categorie (vedi esempio i supermercati) presentano un più basso rischio di evasione, poiché già emettono lo scontrino fiscale “normalmente”.
Altre categorie che emettono lo scontrino fiscale e questo è utilizzato come data di partenza per la garanzia sull’acquisto.
Quindi se ad esempio, si evidenziasse nella categoria “VENDITORI DI LAMETTE DA BARBA” un’alta percentuale di evasione, ebbene gli acquisti da tale categoria diverrebbero deducibili.
Esiste una rilevazione ISTAT delle categorie più soggette ad evasione.
Certo questo discorso scontenta i più, poiché è come affermare che ci sono categorie di evasori…… ma le statistiche non nascondono nulla.
Facciamo un esempio di evasione........
(non ce l'ho con gli idraulici..... e solo un esempio)
Se cambi un rubinetto di casa e l'impiantista ti fa TUTTO senza fattura
1. la sua manodopera è in nero............
2. anche il rubinetto è in nero..............
Ma questo vuole dire che:
· se può venderti un rubinetto un nero,lo HA COMPRATO in nero..... (da un grossista)
· ma se il grossista lo ha venduto in nero, lo HA COMPRATO in nero...(dal produttore)
quindi:
· il 1° evasore è ..........il produttore......
· il 2° evasore è ..........il grossista........
· il 3° evasore è ..........l'impiantista.. ....
Ergo, vanno catalogate tutte quelle categorie che possono venderti "merce" e/o + manodopera e/o servizi senza farti fattura, perché è lì che si annida la maggior parte dell'evasione....
L'evasione della manodopera da parte di un impiantista ha 1 solo evasore .... l'impiantista. Quando è presente anche merce, gli evasori sono tutta la filiera dei passaggi di merce.
Se si adotta un sistema simile nelle categorie che evadono, lo Stato ha un guadagno (e l’utente finale anche); adottando invece questo metodo su tutte le categorie, lo Stato perde più di quanto perde attualmente con l’evasione.alice
Questo potrebbe essere uno dei metodi…………
16.12.06
FINANZIAMENTO PER SEMPRE ????

Siamo nel 1993 quando un referendum pose il quesito sul finanziamento pubblico ai partiti; èd il 90% degli elettori si dichiarò CONTRARIO”.
Cosa accadde allora ???
Il 10 dicembre 1993 (governo Ciampi…. Coalizione PDS,VERDI, DC, PRI,PSI, PSDI, PLI), con la Legge 515, si pose fine alla diatriba………. Ma come …???
Non si chiama più “finanziamento pubblico dei partiti” ma si istituisce il “rimborso per le spese elettorali”.
Già questo, di per sé, è una evidente manipolazione della volontà degli elettori.
Ma vediamo l’escalation dei “costi rimborsati”……..
La legge 515, art. 10 da :
- lire 800 per ogni iscritto nelle liste elettorali.
- Solo ai partiti che avessero superato lo sbarramento del 4%
- Per i turni elettorali di camera e senato (quindi, in occasione di elezioni politiche)
Ma il 3 giugno 1999 (governo d’Alema…. coalizione Ulivo - PDCI - UDR – INDIPENDENTI) la legge 157 “modifica” lievemente tali importi……… come :
- Lire 4000 per ogni iscritto nelle liste elettorali per le elezioni politiche e regionali +
- Lire 3400 per ogni iscritto nelle liste elettorali per le elezioni europee +
- Lire 4000 per ogni iscritto nelle liste elettorali per ogni referendum
- Solo ai partiti che avessero superato lo sbarramento dell’1% (praticamente tutti)
- Detti “rimborsi” NON sono più in occasione dei turni elettorali, ma dati una volta l’anno a prescindere da quanti turni si sono svolti in nell’anno (vale a dire “non è più un rimborso spese, ma un finanziamento)
MA, ancora l’11 Luglio 2002, (governo Berlusconi …….. coalizione centro destra) la legge subisce ancora un “piccolo ritocco”……… quale :
Il rimborso viene “uniformato” a 1 euro l’anno (cioè 5 euro a legislatura a prescindere da quanti turni si svolgono).
La differenza di spesa dello Stato tra la normativa dettata dalla legge 157 e l’ultima modifica del 2002, pesa non poco.
Se pensiamo che gli elettori sono 47.160.000, l’aggravio di spesa è di 129.214.000 euro per ogni anno di legislatura.
Naturalmente dove si legge “aggravio” per lo stato, è da intendersi “incasso” per i partiti.
Se a ciò aggiungiamo che non esiste nessun controllo da parte dello stato se i costi elettorali sono stati poi sostenuti (e non potrebbe essere altrimenti, dato che non è un vero rimborso spese),si arriva a degli assurdi quali, ad esempio il Partito dei Pensionati, che, non è neppure in parlamento con un seggio, ma ha incassato 3 milioni di euro a fronte di una spesa elettorale dichiarata di 14.300 euro.
A questo va aggiunto, che quasi tutti i partiti, oltre ad avere il tesseramento, come introito, godono di “elargizioni” piuttosto abbondanti da parte di privati, aziende (pubbliche e private)…… Basta ricordarsi la trasmissione che REPORT ha dedicato al problema………
Risulta evidente che bisogna TOGLIERE dalle mani dei parlamentari questa vergognosa libertà…..
A tale scopo va stesa una petizione per riformare questo istituto.
Fermo restando i valori espressi dalla norma del 2002, i rimborsi dovrebbero essere riconosciuti così:
- Il rimborso non avrà più carattere annuale, ma sarà elargito solo in concomitanza di un turno elettorale.
- L’accesso al rimborso terrà, quale sbarramento, lo stesso indicato per l’accesso alle graduatorie
- Il rimborso sarà effettuato, previa documentazione della spesa, onde verificare che la spesa sia inerente il turno elettorale.
- Il rimborso sarà dato a copertura delle spese dichiarate inerenti, fissando un tetto massimo pari al numero dei voti espressi dall’elettorato per quel partito moltiplicato 1 euro.
- Ai partiti è consentita l’entrata di beneficenze e donazioni da estranei, purché dichiarate, qualunque somma siano.
- Se un partito riceve donazioni e non le dichiara, dovrà rimborsare allo stato i rimborsi presi, dall’inizio della legislatura per qualsiasi tipo di turno elettorale, fermo restando quanto previsto dalle norme penali e fiscali sul finanziamento illecito dei partiti.
- Tutte le spese inerenti le campagne elettorali, perdono i benefici fiscali e tributari, finora riconosciuti (vedi es. IVA al 4% sui manifesti)
15.12.06
DIVIETO DI TRANSITO

Questa strada è a “senso unico”.
Tutti gli automobilisti la possono percorrere in un senso, ma è proibito percorrerla nell’altro.
Tutti i cittadini, tranne il parlamentare che ci abita……….IL PARLAMENTARE ??????
E perché ????
Perché i parlamentari può percorrere quella via CONTROMANO ???
Non esiste motivo ! sono cittadini come noi !
Quindi siamo tutti d’accordo che se una strada è “senso unico” tutti dobbiamo percorrerla in senso identico, nessuno contromano, anche perché è pericoloso, oltre che contro la norma.
Allora, per estensione, possiamo dire che, quando ci troviamo dinnanzi ad una norma, se non esistono VALIDI motivi, tutti dobbiamo attenerci alla norma, e chi non si attiene deve essere punito, perché commette un reato – un abuso.
Ma allora, i parlamentarti che hanno concesso a loro stessi la reversibilità della pensione anche a favore dei conviventi, previa semplice dichiarazione, e questo non è concesso ai cittadini, si sono creati una deroga alla norma, senza un VALIDO motivo.
Ma allora questo è un abuso !!!!!!!
Ma questo abuso è in vigore da oltre 10 anni !!!!
Quindi qualcuno dovrebbe denunciare i parlamentari che hanno fatto e che non hanno cancellato questa norma, per “ABUSO IN ATTI D’UFFICIO”
1.12.06
“Il furto ai pensionati”

Questa legge rivalutava le pensioni per la percentuale media di aumenti salariali nei 12 mesi precedenti.
Quindi c’era un “gancio” tra i salari e le pensioni, “gancio” costituito anche perché,mentre i salariati avevano il vantaggio della trattativa contrattuale per contenere l’aumento del costo della vita, i pensionati ne erano sprovvisti; da qui nasce il “gancio”.
In virtù dell’emergenza dei conti pubblici e dell’allungarsi dell’età pensionabile, i Governi sono corsi ai ripari ricorrendo ad una serie di interventi; primo fra tutti è stato il Dlgs 503/92 che ha abolito (art. 11) il meccanismo della rivalutazione delle pensioni “indicizzato” ai salari.
Lo stesso Dlgs si preoccupò di riformare la rivalutazione delle pensioni, creando un nuovo “gancio”.
Il nuovo “gancio” era legare la pensione all’andamento ISTAT (naturalmente non il 100% , ma il 75% medio).
E’del tutto evidente che, con questo attuale meccanismo di calcolo, i pensionati si vedono progressivamente ridursi il proprio reddito rispetto a quello di quando lavoravano; e lo stato non ha mai fatto nulla per porre rimedio a questa disparità giustificandosi con il costo finanziario per il bilancio dello Stato.
Da qui, un paragone tra i due “ganci”, evidenzia che la differenza tra i due è,calcolata tra il 1993 e il 2006, del 29.74%; significa che un pensionato che nel 1992 percepiva 1.100.000 lire nette al mese (pari a 568,10 euro netti mese), con il nuovo “gancio” si ritrova nel 2006 a percepire una pensione netta di 640,28 euro mese, mentre se ricalcolando con il precedente sistema, oggi avrebbe una pensione netta mensile di 809,26; creando un minor introito mensile di ben 168,98 euro.
Ora, la Corte dei conti, sezione Puglia,con sentenza n° 70 del 2005 e, in controtendenza rispetto ai precedenti degli stessi giudici e alle indicazioni della Corte costituzionale, ha accolto il ricorso di un dipendente pubblico a riposo condannando l’Ipdap a riliquidargli la pensione agganciata alla dinamica salariale intervenuta nel frattempo al personale di pari grado in servizio.
Noi sappiamo che una sentenza della Corte dei Conti non fa dottrina ma, io penso che una petizione volta a far riconoscere questa sentenza a TUTTI I PENSIONATI, debba essere fatta, poiché giustizia vuole che non ci può essere disparità di trattamento tra soggetti uguali………
Ci si potrebbe accontentare anche del solo e semplice ricalcalo con la vecchia legge, lasciano nelle mani dello Stato gli arretrati, tanto per dimostrare che anche i pensionati, seppur costantemente maltrattati, capiscono la difficoltà di reperire i fondi per far fronte a questa perequazione.
24.11.06
Le pensioni dei "VECCHI"

Vorrei prendere a esempio una considerazione, neppure tanto strisciante, che dice “le pensioni le pagano i contributi versati dai giovani)…… dando un impressione che i vecchi non hanno versato abbastanza per la propria pensione.
Il calcolo è abbastanza complicato, poiché entrano in ballo fattori di rivalutazione e di rendita difficilmente spiegabili in maniera semplice …….. ma io ci provo a spiegarlo in sintesi con un esempio.
- Un lavoratore inizia a lavorare nel ‘65
- Va in pensione nel 2002
- Il suo primo salario annuo è 330 euro lordi (pari a 40.500 lire mese lordi)
- L’ultimo è 20.200 euro lordi (pari a 1.555 euro mese lordi e 1.213 euro netti mese)
- Va in pensione con circa 1.140 euro lordi mese (pari a 892 euro netti mese)
I contributi versati (pari al 32.7%....... fonte INPS) dal ’65 al 2002 formano un monte finanziario che, a scalare, per 38 anni si rivaluta
Ora, togliamo dal versato circa il 19%, annuo che serve all’INPS per i suoi costi (teniamo conto che un impresa privata ha mediamente un costo del personale che pesa circa il 12% del fatturato.
Per consumare il suo versato in 38 anni di lavoro, può percepire la pensione fino al 2025 lui, e fino al 2041 il coniuge superstite (reversibilità della pensione al 60%) senza pesare su nessuno, poiché il versato negli anni è ampiamente bastante.
Naturalmente i calcoli esposti parlano di una posizione media………
Non tengono conto delle BABY pensioni – dei regali all’inefficienza – delle pensioni a chi non ne ha diritto (es. falsi invalidi) etc.etc.
Quindi, una gestione “NORMALE” dell’INPS non avrebbe dovuto portare allo SFASCIO…….
Se ora l’INPS si trova a dover pagare le pensioni non con la redditività dei vecchi contributi, ma con i contributi che versano oggi i giovani lavoratori, questo è il risultato di una CATTIVA (e clientelare) GESTIONE………..
La mia esposizione, vuole anche dimostrare che, iniziando, anche ora che sembra un pò tardi, una corretta gestione dell'INPS, c'è possibilità che in un numero di anno non troppo elevato (il numero di anni dipende dalla grandezza del BUCO), si possa ricondurre questo ente a momenti meno drammatici....... certo più tardi si comincia........ più è difficile.......
21.11.06
le verità nascoste..... ovvero se poco sai poco fastidio dai…

Bisogna innanzitutto partire da una premessa……. Di tutto il materiale che ho cercato su internet, ho trovato soltanto
- Il budget dello stato 2005
- Il budget della camera dei deputati 2006
- Il bilancio della camera dei deputati 2005
- Il budget del senato 2006
- Il bilancio del senato 2005
Naturalmente niente suddiviso e esplicitato in maniera sufficientemente analitica.
Nulla ho trovato relativo ai vari ministeri…………
Questo mi porta ad una considerazione iniziale: Nulla si può criticare con cognizione di causa per mancanza di elementi certi.
Ed è proprio da qui che nasce la mia principale considerazione: se poco sai poco fastidio dai…
Il bilancio di un ministero, devo presumere, sia stilato in forma analitica, quasi a somiglianza con un normale bilancio.
Il controllo di gestione, impone infatti che, se non si conosce il centro di costo e la voce di spesa, il controllo è quasi impossibile.
Facciamo un esempio:
In un impresa esistono i costi diretti ed i costi di struttura.
I costi diretti sono quelli che si affrontano per costruire il “prodotto”
I costi di struttura sono tutti gli altri costi che servono per tenete in piedi la macchina
Se un impresa ha problemi di prodotto, la cosa si tenta di risolverla con :
- Nuove tecnologie produttive
- Nuovi prodotti intermedi
- Nuovi semilavorati
- Nuovi fornitori
- Materie prime alternative
Se un impresa ha problemi non legati al prodotto, ma alla macchina “azienda” allora la strada è diversa :
Contenimento delle spese generali
Eliminazione delle spese superflue
Se paragoniamo tutto ciò ad un ministero, dovremmo dire che :
I costi diretti sono quelli indirizzati al “prodotto” inteso come servizio diretto imputato a quel ministero
I costi di struttura sono invece identici ad un impresa privata.
Ma il ministero non ha un fatturato, e l’unica entrata è l’apporto dello Stato.
Questo apporto va diviso in costi diretti e costi di struttura.
Ma se non si conosce la suddivisione, ecco se s’ingenera un equivoco.
Faccio un esempio:
Se l’apporto dello Stati per il ministero PIPPO è 3 miliardi di euro per il 2006, innanzitutto si dovrebbe sapere:
questi 3 miliardi come sono suddivisi ?
Quanto ai costi diretti al servizio del il cittadino
Quanto ai costi di struttura
Quanto agli investimenti pluriennali.
Se non si conosce questa suddivisione, vengono a mancare dati importanti e, cosa peggiore s’ingenera il TEATRINO DELLA POLITICA.
Se per il 2007 lo stato apporta 2,5 miliardi di euro, il mancante di 0,5 miliardi rispetto al 2006 da quale voce è tolto ????
Se non lo sappiamo, ognuno dirà, secondo la propria convenienza politica, quello che più fa “SPETTACOLO”.…………. Ma la verità ????
Il cittadino, sia pur volenteroso, che vuole confrontare le “verità” dette da ognuno, non ha armi, per cui SI DEVE FIDARE..
Ecco perché è importante che:
- i vari bilanci dei ministeri siano pubblici e PUBBLICATI (ognuno ha un sito internet, ma provate a cercare le spese di un ministero nei loro siti….)
- il bilancio dello Stato sia, per centro di costo e voce di spesa, identico a tutti i bilanci espressi dalla Pubblica Amministrazione (Stato, parlamento, ministeri, regioni, province, comuni, etc. etc)
- gli apporti Statali, siano espressi nelle tre categorie sopraccitate (altrimenti non sapremo mai, in caso di taglio o di maggior apporto, la differenza a chi è imputata…..)
E qui comincia il TEATRINO dell’equivoco !!!!!!!!!!
Se c’è un governo di destra, ad un taglio a quel ministero, la destra dirà che ha tagliato i costi di struttura, mentre la sinistra dirà che hanno tagliato i costi diretti ai servizi dei cittadini……………… se c’è un governo di sinistra, è PERFETTAMENTE UGUALE ma CONTRARIO……
e noi, in mezzo,a non sapere chi ha ragione, se non per vocazione politica…
18.11.06
TFR dei MEGA-DIRIGENTI

RELAZIONE
con questo disegno di legge si intende porre un freno e dare un messaggio evidente a quei rapporti di lavoro che tendono a super-premiare i cosiddetti mega-dirigenti, all’atto della conclusione del rapporto di lavoro stesso.
Il proliferare delle mega-liquidazioni, porta, oltre che ad una disuguaglianza di trattamento tra i lavoratori in generale, non mitiga l’aspetto morale e deontologico che si dovrebbe avere in ogni rapporto di lavoro.
Non è certo possibile vietare per legge, che oltre al “NORMALE” TFR, si possa elargire una cosiddetta “buonuscita”, ma per moralizzare l’uso di tale istituto, è necessario porre in atto dei deterrenti all’uso stesso, in maniera di renderli antieconomici.
Soluzione quindi potrebbe essere quella di istituire una norma che regola il valore del TFR, comprimendolo in una forbice che avrà un minino di 1 mensilità per ogni anno di permanenza nel rapporto (o frazione di esso), ed un massimo di 2 mensilità.
Questa norma deve essere chiaramente richiamata in tutti i contratti collettivi e privati.
Qualora si volesse elargire una quota superiore a quanto stabilito dalla norma, tale quota, per essere antieconomica, dovrebbe porre la quota eccedente stessa, per chi la concede, tra i costi indeducibili, per chi la riceve, essere sottoposta ad una tassazione separata tale da renderla antieconomica e infruttuosa.
Tale accorgimento, se proprio non può eliminare il problema, avrà almeno il beneficio che della maggio quota se ne può avvantaggiare lo stato.
ARTICOLI
Il Trattamento di fine rapporto, in qualunque contratto, sia esso collettivo o individuale, deve essere fissato nei contratti stessi con un minimo di 1 mensilità per ogni anno di anzianità, o frazione di esso in dodicesimi, ed un massimo di 2 mensilità.
La scelta contrattuale tra il minimo ed il massimo, deve essere riportata nei contratti stessi.
I contratti collettivi devono riportare, al momento del primo rinnovo, tale scelta.
Se essa non viene riportata nei contratti, sia per quelli individuali che per quelli collettivi, il TFR si considera :
· Per il cedente, quale costo indeducibile.
· Per il beneficiario, sottoposto a tassazione separata secca, esente da deduzioni e detrazioni eventualmente previste, al 75%.
Se, all’atto della liquidazione, non viene rispettata la norma, così come riportata nel contratto, ma viene aggiunto al valore contrattuale spettante, una somma a qualsiasi titolo, anche sotto forma di beni in natura, tale eccedenza si considera :
· Per il cedente, quale costo indeducibile.
· Per il beneficiario, sottoposto a tassazione separata secca, esente da deduzioni e detrazioni eventualmente previste, al 75%.
12.11.06
sulle spese della politica

IL POTERE INCONTROLLATO
ovvero
I BILANCI DELLE CAMERE
Attualmente il controllo amministrativo della spesa delle due camere è posto nelle mani del parlamento stesso , che nomina in seno, i cosiddetti “questori” tra i parlamentari.
La normativa vigente non è assolutamente garante di trasparenza, stante che il controllore di se stesso non è mai il miglior controllo auspicabile.
Se a ciò aggiungiamo che esistono già nell’ambito governativo, enti preposti al controllo (corte dei conti ad esempio), non si farebbe altro che rendere più organico e puntuale una tipologia di controllo che oggi esula dagli enti preposti stessi.
Ora, se analizziamo i bilanci delle camere degli ultimi anni, ci accorgiamo di una vera e propria ESCALATION della spesa.
Basta leggere li bilancio consuntivo 2005 e preventivo 2006,
O in alternativa, leggere gli articoli sui vari quotidiani dei giorni scorsi……..
Le percentuali d’aumento della spesa dei due rami del parlamento, fanno pensare.
Ora, e ancor più evidente che ci troviamo di fronte ad un utilizzo del denaro pubblico abbastanza allegro.Dai prospetti esistenti sul sito della camera, ad esempio, la spesa per i parlamentari è
2006 =0%,
2007=4,192%,
2008=7,956%.
E queste variazioni sono controllate dalla camera stessa……
Il ministero del tesoro, si limita a prendere atto dei fabbisogni dei rami del parlamento e predispone la cifra nel bilancio globale di spesa (che poi entra in finanziaria).
Ma………….. E I CONTROLLI.???????........... tranquilli,lo ha già fatto la camera, nella persona dei questori……….. (parlamentari eletti dai parlamentari stessi).
Va da sé che un simile andazzo è insostenibile……..va cambiato……. Va modificata la norma attuale e ripristinato un minimo di controllo esterno.
E ipotizziamo come possa essere fatto…
L’attuale controllo dei bilanci di camera e senato, effettuato e gestito dai questori delle rispettive camere passa sotto il controllo della CORTE DEI CONTI.
Ai questori restano tutte le altre prerogative indicate nei regolamenti delle camere.
Il bilancio consuntivo e quello preventivo sono redatti per sia per competenza che per cassa.
La corte dei conti, in collaborazione con il dipartimento della Funzione Pubblica, redige :
Il bilancio consuntivo
Il cash-flow
la relazione tecnica del bilancio consuntivo
l’analisi di bilancio dettagliata per ogni voce di spesa
il piano consuntivo degli investimenti conclusi e in corso d’opera
Gli eventuali residui di entrate non utilizzati nell’anno corrente, riferito alle spese correnti e non agli investimenti programmati e non ancora effettuati, non possono essere oggetto di accantonamento patrimoniale, ma vanno a fare corpo complessivo con le entrate per l’anno successivo. (questo vuole dire che = se l’anno 2006 aveva entrate correnti pari a 1000, e la spesa per competenza è stata di 900; l’anno 2007, se la spesa preventivata è 1200, il Ministero del Tesoro, contribuirà solo per 1100)
La corte dei conti, in collaborazione con il dipartimento della Funzione Pubblica, redige anche:
Il bilancio preventivo utilizzando la stessa forma del bilancio consuntivo
Il cash-flow
la relazione tecnica del bilancio preventivo
l’analisi di previsione dettagliata per ogni voce di spesa
il piano degli investimenti con proiezione decennale, evidenziando l’impatto economico sul bilancio preventivo.
La corte dei conti, in collaborazione con il dipartimento della Funzione Pubblica, raccoglie le varie richieste per l’anno a seguire e, seguendo gli indirizzi politici, economici e di disponibilità del governo, inserisce nel bilancio preventivo solo quelli che corrispondono ai predetti indirizzi.
Tutti i documenti di cui ai punti 2 – 3 – 4 sono pubblicati nel sito del dipartimento della Funzione Pubblica, sia suddivisi per anni, che in prospetto progressivo degli ultimi 5 anni più il preventivo dell’anno successivo e la proiezione poliennale.
Sarà sempre il ministero del tesoro a convogliare le richieste delle camere per il loro sostentamento economico, ma il controllo è dato ad un ente specifico e non all’interno di chi produce la spesa.
Questa è una piccola modifica alla gestione amministrativa del bilancio dei due rami del parlamento, che ancora non tocca la formazione delle singole spese e la loro autorizzazione, ma solo il controllo.
Per questo argomento sarebbe interessante aprire un dibattito e/o un sondaggio.
I dati di bilancio sono estrapolati dal sito: http://www.camera.it/

