13.1.14

EGREGIO PROFESSOR PIGLIARU ....


LETTERA APERTA AL PROFESSORE FRANCESCO PIGLIARU

Candidato PD a Governatore della Sardegna

 Egregio Professore,
Mi permetta di chiamarla ancora per pochi giorni "professore", Le prometto che dal 17 febbraio sarò felicissimo di potermi rivolgere a Lei con l'appellativo "presidente".
Ancor prima di tutto vorrei che si capisse chiaramente la mia soddisfazione per avere Lei come candidato alla presidenza della regione in cui vivo.
La scelta che la pone a concorrere per la guida della Sardegna la condivido appieno.
Mi lasci però esternare tutte le mie preoccupazioni per questa tornata elettorale.
Il comportamento del mio partito è stato in questi ultimi 18 mesi, quanto di più in comprensibile si possa immaginare.
E le fibrillazioni del PD non sono recenti, anzi!
Le crepe hanno vecchia data, ancor prima delle famose parlamentari e del novembre 2012.
Il giocattolo, nelle mani di qualche arrivista, ha cominciato a mostrare le sue incrinature, proprio durante le parlamentarie.
Abbiamo visto federazioni provinciali sciogliersi come neve al sole, mostrando (come dice un vecchio proverbio del mio paese) quanto vi era nascosto sotto.
Per continuare poi a giugno 2013 con un'assemblea del partito per comunicare (non decidere ...... Era già stato deciso altrove da pochi intimi) all'Assemblea l'esigenza di fare prima le elezioni regionali, e poi il congresso (che per inciso, ancor oggi non c'è stato). A nulla è valso il nutrito fronte dei circoli che chiedeva giustamente prima il congresso, se non altro perché il congresso è il luogo deputato per le
scelte politiche e l'avallo sulla coalizione per la campagna elettorale.
Gli attuali padroni del PD sardo, senza forze rispettare neppure il numero legale, davano per votata a maggioranza la mozione della segreteria (ma questa del numero legale è una manfrina spesso usata dal nostro PD sardo ... E non solo regionale).
Sintomatico è il fatto che la presidente regionale, nel più assoluto silenzio politico, si dimette dalla sua carica, anche in riferimento a questi fatti.
Ma veniamo quasi ai giorni nostri.
Le primarie di dicembre avevano dato una chiara vincente, peccato che la vincente aveva dimenticato di farci sapere che sul suo capo pendeva un avviso di garanzia per peculato.
Ora, lungi da me anche la più remota possibilità di una deriva giustizialista, ma se chi vota, l'elettore, mal digerisce simili problemi, correttezza vuole che la candidata, per non mettere in imbarazzo il partito TUTTO, rimetta, nel più breve tempo possibile, il mandato.
Non è accaduto così!
Abbiamo dovuto aspettare un tempo ormai irrecuperabile per avere il passo indietro, sia pur "SPINTANEO" della candidata.
E qui arriva la scelta della sua candidatura.
Credo che nessuno potrà smentirmi se affermo che, nel problema occorso, la soluzione è davvero superba.
Questo però non salva la direzione regionale da nessuna critica sul suo operato.
E la sua pochezza l'ha dimostrata anche con una riunione , quella del 30 dicembre, che doveva sancire la volontà espressa di escludere chi soggetto a indagine della magistratura, se non altro per non fare 2 pesi e 2 misure.
In tale riunione non accade nulla!
Ma come, prima spingete a rimettere il mandato a chi ha vinto le primarie, poi non sancite una regola che si rispecchi in questa spinta?
Ma non basta, la direzione regionale licenzia un regolamento quanto di più confuso e raffazzonato esista!
Cari cervelloni, o vi arrogate il diritto di scegliere e decidere voi, su chi ha già 2 mandati, e di conseguenza escludere da tale scelta le direzioni provinciali, oppure la scelta è totalmente delle direzioni provinciali, e da voi non riprendibile.
Scrivere che l'organo provinciale può scegliere, ma il diritto di accettare è regionale, genera solo confusione.
E non finisce qui!
La direzione regionale spinge una candidatura a rimettere il mandato alla corsa per la presidenza, poiché intestataria di un avviso di garanzia per peculato, e poi che fa? Nomina candidati di lista che hanno lo stesso problema.......
Se questa non è pazzia, mi dia Lei un altro appellativo.
E qui giunto alla mia domanda finale, caro professore.
Ma le era presente alla direzione regionale dell'11 gennaio a Oristano?
E se lo era, l'hanno interpellata per la
composizione della lista in merito alla presenza di indagati?
E se l'hanno interpellata, cosa mi dice?
Perché se Lei non ha avuto modo di contribuire a questo pastrocchio, perché non interpellato, devo arguire che il viaggio che Lei dovrà affrontare, troverà più di uno scoglio da parte di questi maneggioni.
Ma se Lei era presente ed ha contribuito alla formazione della lista, ebbene, sono molto più preoccupato.
Preoccupato perché non è nelle mie intenzioni e del mio circolo, sentirsi dire che siamo uguali ai partiti che invece dovremmo combattere.
 
Ma c'è ancora una domanda che vorrei farle; ai potenziali elettori della nostra coalizione, come potranno i piccoli circoli come il mio, spiegare questo doppiopesismo dei nostri ormai improbabili dirigenti regionali?
Con stima.
F.to Dima
 

13.12.13

È il caso, a mio parere, di appuntare qualcosa

Ora che gli adempimenti iniziali alle primarie si possono considerare conclusi, è il caso, a mio parere, di fare alcune riflessioni.

Tali riflessioni, è bene anticiparlo, vogliono essere una denuncia ad un operato mal gradito, denuncia con la quale si spera di evitare che simili "distrazioni" si possano ripetere e/o che possano generare dubbi sulla legalità di quanto fatto e di quanto ci si appresta a fare.
Mi sembra opportuno fare un minimo di cronistoria, degli eventi accaduti dall'11 Ottobre ad oggi.

L'11 di ottobre è convocata una direzione provinciale con il seguente O.d.G. :
Adempimenti congressuali e elezione della Commissione provinciale per il Congresso

Nella sala di Via Canepa, di tutto però si riesce a parlare, tranne della commissione congressuale.
E già questo fatto lascia perplessi circa la legalità di modificare in corsa un O.d.G. senza che ce ne sia il numero legale per farlo, e senza considerare che quanto dibattuto in sua vece non era all'O.d.G. (è il caso di precisare che io, presente a tale consesso, dichiaro, onde prevenire domande retoriche, che non c'era il numero legale per fare NULLA).

Si arriva quindi alla conclusione della riunione affermando (giustamente) che bisogna convocare una nuova direzione per il 18 ottobre 2013, con il seguente O.d.G. :
Comunicazione del Segretario

2- Elezione della Commissione provinciale per il Congresso.
In questa riunione sembra, ripeto "sembra" esserci un numero di presenti sufficiente al deliberare quanto in O.d.G. (la verifica non è stata fatta, né chiesta) ma ci si trova di fronte ad un autentico ricatto da parte di alcuni presenti.

Se non si ottempera ad una "aggiornare" la composizione della Segreteria (pena la loro uscita dall'aula e conseguente mancanza del numero legale, qualora ci fosse stato, io aggiungo....) non si sarebbe votata la Commissione Congressuale, la cui scadenza per la sua elezione era ormai  impellente.
Già questo modo ricattatorio, senza voler entrare nel merito dell'argomento, mi sembra poco corretto, ma se a questo aggiungiamo che la commissione NULLA aveva a che vedere con l'argomento che si voleva trattare, rimane ancor più indigeribile che si frapponga ad un argomento già accettato nella precedente adunanza, un aut-aut che nulla aggiungeva o toglieva all'adempimento richiesto.

Anche questa volta però viene accettato di riconvocare una terza direzione, per il giorno 25 ottobre, con il seguente O.d.G.  (sempre quello!):
1- Comunicazione del Segretario

2- Elezione della Commissione provinciale per il Congresso.
In questo caso una vera e propria direzione NON c'è stata, poiché nella sala delle adunanze al piano terra di Via Canepa, c'era uno sparuto numero di partecipanti, BEN LONTANO dall'essere un numero legale, mentre al 1° piano della sede, si raccoglieva un piccolo gruppo di partecipanti, i quali, passata un'oretta dall'ora prevista per la convocazione, portava nell'aula delle adunanze un pizzino (è proprio il caso di usare simile gergo) con su scritto i componenti della Commissione Congressuale, e la nuova segreteria provinciale.

Qui la prima (seconda, terza, etc. etc.) domanda:
  • Ma coloro che nelle due adunanze precedenti, dell'11 e del 18 ottobre, avevano così fervidamente battuto il sentiero della validità dell'adunanza in merito alla mancanza di numero legale, come mai, scendendo dal 1° piano, non si sono accorti che a ricevere il comunicato a mò di pizzino, c'erano non più di 12 persone, e non tutte della Direzione, quando i componenti la Direzione sono 50 (da cui è facile desumere la maggioranza di 3/4 richiesta per l'elezione della Commissione Congressuale)?
  •           In questo caso non serviva il numero legale?
  •           Avevano già raggiunto la loro soddisfazione?
  •        Ed è in presenza della loro soddisfazione, che il numero legale "si fotte"?
Alle quali bisogna aggiungerne altre, di domande:

L'articolo 2, comma 4 del REGOLAMENTO PER LE ELEZIONI DEL SEGRETARIO E DELL'ASSEMBLEA NAZIONALE, dice chiaramente che la Commissione Congressuale Provinciale DEVE :
  •           essere eletta a maggioranza dei 3/4 della direzione provinciale;
a qualcuno risulta la presenza dei 3/4 della Direzione Provinciale il 25 Ottobre?
  • Avere al suo interno, la presenza, in qualità di invitato permanente, del Presidente della Commissione di Garanzia o un suo delegato;
a qualcuno risulta una presenza costante nelle riunioni della Commissione Congressuale, del Presidente della Commissione di Garanzia o un suo delegato? E badate che il motivo per  cui il Regolamento prevede la presenza di un componente della Commissione di Garanzia è da ricercare nella volontà di anticipare ed impedire "personali e non canoniche" interpretazioni del modus operandi, (cosa che puntualmente è accaduta).
  • Ma anche l'istituzione della Segreteria o la sua modifica, presume la ratifica della direzione.
a qualcuno risulta la presenza del numero legale della Direzione Provinciale il 25 Ottobre?

E mi meraviglia il fatto che solerti componenti la Direzione Provinciale, non abbiano denunciato simile uso "allegro" delle norme Statutarie.
È forse l'applicazione, errata e inaccettabile, di un malinteso quieto vivere?

O forse l'applicazione, ancor più errata e inaccettabile, del "soddisfare alcuni ..... non importa come?
Perché qui le cose, o si fanno SEMPRE a norma di regolamento, oppure lo stare fuori dai regolamenti potrebbe diventare una diffusa e preoccupante pratica di TUTTI (e non solo di pochi intimi).

In conclusione, cerchiamo di ricordarci che se una parte dell'operato della Commissione Congressuale è stato svolto, con tutti i problemi di validità di alcune votazioni viste, stante il fatto che la stessa Commissione Congressuale  dovrà continuare nell'altra parte di operato che gli compete e cioè i congressi Regionali e/o Provinciali, è il caso di porre i dovuti rimedi affinché si possa eliminare, per quanto possibile, dubbi sull'operato di una Commissione che sarà operante fino al Congresso Regionale.
E tutto questo anche nell'intento che coloro che hanno ancora una voglia di partecipazione, non si sentano sempre meno attratti da una politica per "pochi intimi".

Va da sé che se quanto esposto non trovasse risposte convincenti, ed essendo io certo e convinto di quanto ho potuto constatare, pur di trovare conforto nella mia visione, porterò a conoscenza di questi fatti le diverse istituzioni del partito a quei livelli che possano garantirmi una presa di posizione atta al non ripetersi dei fatti esposti.
 F.to
Dima

17.11.13

QUANTO CI METTEREMO A CAPIRLO?

Se c'è qualcuno che crede che ciò che è accaduto all'interno del PDL, sia la sonora sconfitta di Berlusconi, ebbene è completamente fuori strada.

Caro amico Adinolfi, tu che scrivi su facebook   "OVVIAMENTE NON AVETE CAPITO NULLA" (niente niente un minimo di umiltà ......) e cerchi di dimostrarcelo facendo conti sopra conti della composizione  futura del centrodestra, con una unica certezza .... butti a mare ALFANO ed il suo gruppo.
Ebbene amico, a essere superficiale (ma nemmeno tanto) SEI TU.

E disgraziatamente anche Epifani, che dice che il governo ne esce rafforzato da questa scissione del PDL; (Se devo dire la verità a capire meno è proprio Epifani).
E si perché tu almeno hai fotografato la futura composizione del centrodestra, lui ha solo sproloquiato un'affermazione che non trova basi in nulla.
"IL GOVERNO LETTA, DA QUESTA SCISSIONE DEL PDL, NE ESCE RAFFORZATO"!!!!Ma che film ha visto?

La scissione del PDL, non ha modificato di un numero .... dicasi 1 ..... la composizione futura del centrodestra.
Ha solo portato al centrodestra un guadagno futuro incalcolabile.

Il progetto di Berlusconi è chiarissimo.
Una parte del PDL resta al governo, e per questo deve scindersi dal padre, ed una parte va all'opposizione a rifarsi una verginità.

La parte che rimane serve soltanto a non far cadere il governo, così da non rischiare empasse e obbligarsi a elezioni che oggi vedrebbero il PDL complice del disastro governativo.
Rimane nel governo senza dare la possibilità ovviamente di fare troppo, conviene che il governo vivacchi per almeno 10-12 mesi ancora.

Deve assicurare al suo capo l'assoluto immobilismo di questo governo, e quale modo migliore che rimanerci dentro a fare ciò che finora ha fatto, cioè bloccare tutto!

Tanto, quando avverranno le prossime elezioni, questa parte governativa, rientrerà nella sfera della coalizione Berlusconiana (lo ha già dichiarato lui, quindi non invento niente).
La parte che ora rimarrà fuori, Forza Italia, per intenderci, ha tutto il tempo della durata dell'opposizione per rifarsi una verginità e non essere tacciato di complicità nel disastro governativo, disastro in cui la parte governativa del centrodestra avrà un grosso merito.

Ed ecco che alle prossime elezioni il PD si troverà di fronte gli stessi attori attuali, ma con un centrodestra che potrà dire di non aver contribuito ad un governo che non volevano.
Il gruppo berlusconiano, che è poi il trainante nei voti per la presenza del padrone, si presenterà pulito e con l'arma di non aver continuato una intesa impossibile, il gruppo alfaniano-formigoniano & co., tornerà a Canossa e, come accaduto per Fratelli d'Italia, rifarà coalizione con Berlusconi .......

La destra si avvantaggerà .........
Il M5S, non partecipando a nulla, già ci guadagna con il crescere del malcontento ......

Ed il PD è fottuto.
Non regaliamogli tutto questo tempo.

F.to
Dima

31.10.13

CHI È IL MARCHESE DEL GRILLO?


 

La domanda può sembrare provocatoria (ed in effetti LO VUOLE ESSERE....)

Una tra i più celebri passaggi del film di Monicelli è sicuramente quello dove il protagonista, con fare sbeffeggiante, dice a colori che vengono fermati dalle guardie (che hanno escluso dal fermo il marchese stesso) " IO SO IO ......................."
E si perché a questo punto anch'io ho delle considerazioni da fare sulla nomina della nuova Segreteria Provinciale di Oristano e sulla nomina del consiglio congressuale provinciale.
A norma di regolamento la Segreteria Provinciale deve essere posta al vaglio della Direzione Provinciale, che la approva, questo è quanto detta lo   Statuto Regionale della Sardegna, art. 16.
La stessa cosa è da dire per la nomina della Commissione Congressuale Provinciale che, a norma del  Regolamento congressuale, art. 2 - comma 4,    che prevede addirittura la maggioranza dei 2-3 dei votanti!
E invece cos'è accaduto ? Qualcuno è sceso dal 1° piano, e ha letto ai presenti e foglietti!
Già concordati ...... (da chi poi?) e presentati come già discussi!
Ma venerdì 25 ottobre, chi era presente in Via Canepa, ha visto POCHI INTIMI al piano terra, al momento della convocazione, così pochi da poter affermare che non c'erano i numeri per avallare una nuova Segreteria!!!!!
E neppure la Commissione Congressuale!!!!!!
Eppure erano presenti componenti la direzione che il venerdì precedente avevano, di fatto, chiesto che simili (ed altre) decisioni, ABBISOGNAVANO del numero legale previsto dallo Statuto.
Perché non hanno, così puntualmente come il venerdì precedente, sollevato la questione del numero legale?
Non serviva? Andava bene così?,  Che si fotta lo Statuto?, oppure chi impone il rispetto del numero legale, lo chiede solo per gli altri e non quando è presente un proprio interesse?
 (e qui viene utile il " IO SO IO E VOI ............ ")

Siamo al punto che i Regolamenti e lo Statuto:
·         vengono usati come clava per scardinare posizioni che non piacciono.

·         Dimenticati quando, all'occorrenza, si ottiene ciò che aggrada.

Io lo trovo scandaloso.
Oppure è pensiero diffuso l'accettare tutto ciò che accade, magari facendo spallucce, come se fosse si sbagliato, ma con in fondo un moto di rassegnazione, tipo "CHE CI POSSIAMO FARE?"

Perché così si da valore a chi pensa che sia lo Statuto, sia i Regolamenti, trovano applicazione soltanto in presenza dei propri interessi.
E qui viene utile ancora il ......................................

E tanti saluti alla partecipazione democratica!
f.to Dima
(un presente alla Direzione, non componente della Direzione)

27.10.13

Quella voglia di retrò .... di un rottamatore .....


Ho seguito a pezzi la LEOPOLDA 2013, e devo dire che mi sembrava d'essere ospite in casa d'altri, ospite neppure troppo gradito!

Sarà per la mancanza di uno straccio di simbolo del PD, ma non mi sentivo a casa.
Certo si può obbiettare alla critica in vari modi:

·         Con risposte di circostanza (sia pur evanescenti:
"Non è una manifestazione solo del PD .......... quando faremo manifestazioni elettorali, la metteremo la bandiera" (parole del sindaco di Firenze). Ma come si fa a separare (a parole....) la LEOPOLDA 2013, fatta in piena campagna per le primarie PD da una manifestazione elettorale, il sindaco di Firenze, aldilà delle chiacchiere, dovrebbe spiegarcelo.

·         Con battute spiritose:
"Te mandaci Messi che poi una maglia la si recupera" (Questo modo di rispondere a cose sensate con battute di spirito lo sto soffrendo da 20 anni ...... dal 94 circa .... indovinate da chi!)

·         Con risposte che per darsi importanza:
"Si può guardare all'apparenza o si può guardare alla sostanza"

Ma la sostanza finora non l'ho vista! E neppure sentita; se tralasciamo i soliti slogan, che in simili manifestazioni, la fanno da padrona.
Di apparenza SI.... ne ho vista molta.

Partendo dalla spettacolarizzazione dell'evento, alla pubblicità trasmessa ad ogni piè sospinto, per finire alla chicca che più mi ha colpito.

IL MICROFONO STILE ANNI 30!

Davvero una sciccheria!

Certo che per uno che vuole rottamare tutto ciò che è vecchio, prediligere alla fine un microfono anni 30, da proprio un idea di autogongolarsi, di un narcisismo che si vuole non emerga, ma che ahimè, spinge in ogni modo per venir fuori alla luce!
Ma bando alle facezie, altrimenti queste mie considerazioni invece di mostrare il lato divertente della manifestazione, rischiano di cadere nello stesso difetto del sindaco di Firenze ...... un esagerato ricorso alle battute.

Mi ha meravigliato molto la presenza di alcuni personaggi che offrono , con le loro convinzioni, una prospettiva di linea politica del (spero di NO) futuro segretario del PD, che proprio mi lascia angosciato.
Personaggi tipo DAVIDE SERRA, imprenditore (per suo dire...... nda) e FINANZIERE per convenienza.

Mi chiedo come possa un Davide Serra dare lezioni sulle pensioni e sui pensionati, sedendo su una virtuale scrivania posta alle isole Cayman!
A Davide Serra, ad anche a chi lo ha invitato e chi lo ha applaudito (per cui si presume che condividano le opinioni.....) che chi ha fatto danno nelle pensioni non sono i lavoratori cha hanno versato 40 anni di contributi, ma

·         coloro che hanno usufruito di pensioni e non ne avevano il diritto (e ricordiamo che negli anni d'oro delle pensioni baby, al governo c'era la Democrazia Cristiana, e non il PCI)

·         coloro che hanno preteso di usare i contributi versati dai lavoratori per ripianare buchi che con la previdenza NULLA avevano a che vedere.

·         I pensionati vantano un diritto per contributi versati, e sentirsi dire che si garantiscono i vecchi a danno delle generazioni future, adotta il sistema IGNOBILE di instaurare una guerra fra poveri, soltanto per nascondere gli errori di tutti i nostri governanti che hanno sperperato i contributi versati dagli attuali pensionati.
Certo per uno che sposta i patrimoni alle isole Cayman di contributi E TASSE VERSATE ne sa abbastanza poco ...... ne sa molto di più su come NON versarle!

Ma se il sindaco di Firenze lo ha rivoluto sul palco, vorrà pur dire qualcosa, NO?
Probabilmente perché anche lui si è messo nell'ottica che i vecchi amici non si rottamano, ovvero finché mi finanziano, devo tenerli.....

Certo che avere mezzi aiuta!
Se poi i mezzi te li offre la pubblicità, o qualche finanziere (e la lista dei finanziatori storici del sindaco di Firenze è su internet), meglio!
E cosa dire di un altro osannato sul palco della LEOPOLDA, Il Sig. ANDREA GUERRA, patron di Luxottica.
40€ ad azione, 200ml di utile e azienda indicata come simbolo della vera impresa italiana... complimenti!

Bello il suo intervento, Stiamo vivendo una rivoluzione industriale clamorosa, nessun paradigma tecnologico che valeva nel ’90 che vale ancora oggi”, ha aggiunto, evidenziando come per affrontare le sfide poste da ”un mondo completamento nuovo” servirà investire in ”cultura ed educazione”.
Mi ha colpito!
Certo mi ha colpito molto di più quello che sta facendo nel suo stabilimento di Agordo!.

Demansionamento (vuol dire passare da impiegato a operaio), mobilità volontaria o licenziamento per riorganizzazione del lavoro.

Alla faccia della "rivoluzione industriale" e dell'"affrontare le sfide"!

Ed anche questo mica l'ho invitato io!
Lo ha invitato il sindaco di Firenze............... (manca solo Marchionne e poi abbiamo fatto il pieno....).

Il fatto più evidente è che ho sentito tanti ...... tantissimi slogan, da parte di tutti, compreso il sindaco di Firenze, ma poco sui fatti che la gente vuole sentire.
E mi ritorna allora davanti agli occhi ....... il bel microfono retrò, stile anni 30.

Sono perplesso se questo è il futuro del PD, quindi ti prego CIVATI, cerca di farcela.

F.to
Dima

23.10.13

PROVINCIA DI ORISTANO ..... ovvero ...... DUE STRADE DI SVILUPPO A CONFRONTO


Mi sono letto e riletto il piano presentato da Oreste Della Valle (patron di IVI PETROLIFERA) per lo sviluppo turistico nell'area ex Sipsa di Torregrande.
E mi sono anche letto la sua intervista sull'UNIONE SARDA.
Come aderente al Partito Democratico, mi trovo in difficoltà.
Difficoltà sia verso il progetto, sia verso la posizione del Pd verso questo progetto, e verso altri progetti di sviluppo (se pur non turistici... nda).
Premesso che trovarmi di fronte ad un Signore che (sue parole) alla domanda "per anni avete inquinato il territorio", risponde "ERAVAMO UNA RAFFINERIA, FACEVAMO QUELLO.", mi lascia basito!
Basito dalla naturalezza con la quale un imprenditore afferma che è normale inquinare! (ecco perché dice che Arborea con la SARAS sbaglia...).
Ma allora le leggi e le norme antinquinamento non si applicano al suo settore? In tutto il mondo? O Ivi Petrolifera e Saras hanno usufruito di qualche compiacente deroga delle Amministrazioni interessate?  (....MOLTO INTERESSATE....)
Già il personaggio mi lascia perplesso; e a poco vale il suo vantare la sua fede e gli anni di missioni familiari in Nicaragua..... questa eventuale  non prevede un salvacondotto a rendere l'ambiente invivibile per il suo tornaconto!
Ma veniamo alla proposta.
Chiaramente ci troviamo di fronte ad una proposta che dovrebbe portare beneficio a Oristano (fermi i miei personali dubbi sul proponente.....)
La Sardegna ha bisogno di sviluppo, turistico, commerciale, agricolo, industriale.
Chi pensa che l'avvenire della Sardegna sia riposto nei contributi che la regione e/o lo stato possono elargire per aumentare i servizi, trascina la Sardegna in un baratro non più risalibile.
Chi pensa che questa sia la soluzione, vuole una Sardegna completamente dipendente dalle strutture pubbliche, e da quello che il pubblico può offrire, quindi un servilismo ed una servitù senza autonomia; poiché l'autonomia la sia ottiene con denaro proprio.
I servizi sono chiamati "TERZIARIO";  e se ha questo nome è perché esiste un "PRIMARIO" (l'agricoltura) ed un "SECONDARIO" (l'industria); senza questi 2, nei quali è compreso l'artigianato, il terziario non ha denaro spendibile.
Quindi ben vengano le industrie, per avere le quali dovremmo creare delle grosse incentivazioni ad istallare aziende produttrici in Sardegna, piuttosto che altrove.
E ben venga anche lo sviluppo turistico, purché si pongano dei SERI PALETTI onde evitare che il profitto dell'imprenditore di turno sia a senso unico, con conseguente inutile consumo del territorio, ma  anche un beneficio per l'indotto e la popolazione (vedi ad esempio le casette nel progetto che hanno il solo scopo di arricchire l'imprenditore).
Ma qui vedo un'incongruenza. Un'incongruenza in termini di accettazione di proposte di sviluppo,
·         Abbiamo da una parte un imprenditore che, sebbene in passato ( e tuttora) abbia provocato danni all'ambiente, propone una strategia di sviluppo turistico, e questa viene accettata.
·         Abbiamo da un'altra parte un imprenditore che propone una strategia di sviluppo industriale, e a questa non viene neppure data la possibilità di verifica.
Come può lo stesso consesso politico, di fronte a due possibilità di sviluppo per il proprio territorio, fatte da due imprese che, almeno valutando il loro passato industriale in Sardegna, pongono qualche dubbio, una accettarla a priori, l'altra rifiutarla come la peste?
 
Evidentemente mi riferisco al progetto ELEONORA; progetto che, sebbene venisse da un imprenditore che (come IVI) ha già fatto danni in Sardegna, con i dovuti accorgimenti di natura ambientale, avrebbe meritato almeno di verificare la possibilità di impiantare una stazione estrattiva.
Ma no ..... lì ha prevalso  la paura di un disastro ambientale.
E a poco è servito dire che in altre zone di questo mondo, l'agricoltura e l'industria estrattiva (o comunque quell'industria che noi reputiamo inquinante) convive tranquillamente; basta FISSARE E MANTENERE delle regole rigide (es. la "food valley" a Parma).
Ma a quanto pare coloro che hanno detto no all'indagine si fidano così poco dei loro amministratori, da non volergli dare neppure la minima possibilità che questi ultimi possano tenere sotto controllo le eventuali "LEGGEREZZE" dell'imprenditore.
È come dire "non ne facciamo niente perché ho paura che, se dovesse esserci un impianto di estrazione del gas, i nostri amministratori sono così incompetenti e/o ladri, che permetterebbero all'imprenditore di disastrare il nostro territorio; per cui è meglio rinunciare ad una fonte industriale".
Ho sentito anche altri che dicevano "voglio che il territorio in cui vivranno i miei figli sia pulito........"; e non si pone il problema però che i suoi figli , dinnanzi si ad un territorio pulito, ma senza prospettive di lavoro, siano costretti ad abbandonare la Sardegna, e cercare lavoro all'estero; così facendo non potranno godere comunque del "territorio pulito".........
Certo, si comprende che sono in totale disaccordo a non voler fare nemmeno il sondaggio richiesto per il progetto ELEONORA, e mi stupisce che il mio stesso partito, di fronte ad un'altro imprenditore (anche lui  con qualche problema legato all'inquinamento in Sardegna), accetti l'uno ma non l'altro.
Risulta evidente che sulla politica di sviluppo in Sardegna ci sono poche idee e ben confuse, per cui ognuno va per la sua strada, senza un filo logico.
Speriamo in bene.
F.to Dima